

{"id":58,"date":"1977-05-12T12:00:26","date_gmt":"1977-05-12T11:00:26","guid":{"rendered":"http:\/\/www.inventati.org\/cope\/wp\/?p=58"},"modified":"2016-12-13T15:24:56","modified_gmt":"2016-12-13T14:24:56","slug":"istituzione-delle-carceri-speciali-circuito-dei-camosci","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archiviomoroni.it\/cope\/1977\/05\/12\/istituzione-delle-carceri-speciali-circuito-dei-camosci\/","title":{"rendered":"[1977] Istituzione dei carceri speciali. Decreto ministeriale 450 \u2013 12 maggio"},"content":{"rendered":"<p><strong>Decreto ministeriale 450 &#8211; 12 maggio 1977<\/strong><br \/>\nCon un semplice decreto ministeriale, il n. 450 del 12 maggio 1977, vengono istituite le carceri speciali per rispondere alle lotte che si erano sviluppate e continuavano a svilupparsi nel circuito carcerario e per cercare di ostacolare i livelli di aggregazione in continua crescita, nonch\u00e9 per tentare di frenare il movimento di evasioni sviluppatosi enormemente negli ultimi anni.<\/p>\n<p>La gestione di questa operazione viene affidata all\u2019Arma dei carabinieri al comando del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa(1), sia per la scelta e la ristrutturazione degli edifici, sia per i compiti di sorveglianza esterna e di controllo e ispezione interna. Cos\u00ec la notte tra il 16 e il 17 luglio 1977, in grande segretezza e con ampio spiegamento di forze e mezzi, facendo anche largo uso di elicotteri, alcune centinaia di compagni e proletari detenuti vengono trasferiti nelle prime carceri speciali allestite.<\/p>\n<p>I primi cinque supercarceri vengono istituiti nel luglio 1977: Favignana, Asinara, Cuneo, Fossombrone e Trani. A questi si aggiunsero presto Novara, Termini Imerese, Nuoro e Pianosa (D.M. 21 dicembre 1977).<br \/>\nL&#8217;assegnazione e il trasferimento avvengono a totale discrezione dell&#8217;amministrazione carceraria, e dipendono dalla condotta del detenuto (partecipazione a rivolte o evasioni, violenza, ma anche segnalazioni di spie e rapporti delle guardie), nonch\u00e9 in base alla natura del reato (banda armata, rapina a mano armata, ecc.). Su tali decisioni non c&#8217;\u00e8 alcun controllo da parte del giudice di sorveglianza.<\/p>\n<figure id=\"attachment_1464\" aria-describedby=\"caption-attachment-1464\" style=\"width: 97px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"http:\/\/www.archiviomoroni.it\/cope\/wp-content\/uploads\/1977\/05\/Corsera_25_07_77.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-1464 size-medium\" src=\"http:\/\/www.archiviomoroni.it\/cope\/wp-content\/uploads\/1977\/05\/Corsera_25_07_77-97x300.png\" alt=\"Corriere della Sera 25 luglio 1977\" width=\"97\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.archiviomoroni.it\/cope\/wp-content\/uploads\/1977\/05\/Corsera_25_07_77-97x300.png 97w, https:\/\/www.archiviomoroni.it\/cope\/wp-content\/uploads\/1977\/05\/Corsera_25_07_77.png 147w\" sizes=\"auto, (max-width: 97px) 100vw, 97px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-1464\" class=\"wp-caption-text\">Corriere della Sera 25 luglio 1977<\/figcaption><\/figure>\n<p><a href=\"http:\/\/www.archiviomoroni.it\/cope\/wp-content\/uploads\/1977\/05\/LOTTA-CONTINUA_1977_07_22_165_003.pdf\">Lotta Continua, 22 luglio 1977<\/a><\/p>\n<p>[ <a href=\"http:\/\/www.archiviomoroni.it\/cope\/1977\/03\/01\/carlo-alberto-dalla-chiesa\/\" target=\"_blank\">Carlo Alberto Dalla Chiesa<\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.archiviomoroni.it\/cope\/1982\/12\/22\/decreto-ministeriale-22-12-1982-le-carceri-speciali\/\" target=\"_blank\">1982 &#8211; Decreto ministeriale, 22 dicembre: &#8220;I carceri speciali&#8221; &#8211; rinnovo e inasprimento<\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.archiviomoroni.it\/cope\/1983\/04\/28\/decreto-ministeriale-28483-carceri-speciali-rinnovo\/\" target=\"_blank\">1983 &#8211; Decreto Ministeriale, 28 aprile: &#8220;I carceri speciali&#8221; &#8211; rinnovo<\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.archiviomoroni.it\/cope\/1983\/08\/03\/1983-decreto-ministeriale-3-aprile-1983\/\" target=\"_blank\">1983 &#8211; Decreto ministeriale, 3 agosto 1983. Sospensione parziale carceri speciali<\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.archiviomoroni.it\/cope\/1983\/08\/03\/decreto-ministeriale-381983\/\" target=\"_blank\">1983 &#8211; Circolare della Direzione Generale per gli Istituti di Prevenzione e Pena, 3 agosto. Formalizzazione delle Aree Omogenee<\/a>\u00a0 ]<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>(1) &#8220;Lo stesso giorno della pubblicazione del decreto, il Ministro di Grazia e Giustizia, Bonifacio, diram\u00f2 una circolare rivolta agli ispettori e ai direttori dei penitenziari, ove <span style=\"font-family: Liberation Serif,serif;\">\u00ab<\/span>si raccomandava la pi\u00f9 ampia collaborazione con il generale dei carabinieri Carlo Alberto Dalla Chiesa, agevolandone i compiti, specie fornendo ogni necessaria informazione circa la sicurezza, l&#8217;ordine e la disciplina all&#8217;interno degli istituti<span style=\"font-family: Liberation Serif,serif;\">\u00bb.<\/span><\/p>\n<p>[&#8230;]<\/p>\n<p>Le intenzioni dell&#8217;esecutivo erano chiare, si decise di delegare il coordinamento del servizio di sicurezza esterna degli istituiti ad un generale Dalla Chiesa, a cui vennero affidati i compiti di visitare gli istituti, riferire al governo le disposizioni necessarie per l&#8217;espletamento dei suoi compiti; egli doveva essere, inoltre, informato dai direttori degli istituti di pena riguardo alle disposizioni adottate per il mantenimento della sicurezza, dell&#8217;ordine e della disciplina all&#8217;interno degli istituti.<\/p>\n<p>Le idee del generale Dalla Chiesa, su come risolvere il problema della sicurezza delle carceri, appaiono chiare gi\u00e0 dalle prime direttive emanate e dalle prime visite negli istituti penitenziari: l&#8217;obiettivo era quello di individuare le carceri pi\u00f9 sicure ove destinare i detenuti ritenuti pi\u00f9 pericolosi.<\/p>\n<p>Il 20 maggio Dalla Chiesa dirama una circolare in cui chiedeva dettagliate informazioni su:<\/p>\n<ul>\n<li>i controlli effettuati sulle persone che entrano ed escono dagli istituti penitenziari;<\/li>\n<li>i controlli telefonici, richiedendo anche dettagliate informazioni sugli apparecchi abilitati all&#8217;uso all&#8217;interno delle carceri;<\/li>\n<li>i controlli che venivano effettuati nel perimetro esterno degli istituti da parte degli agenti di custodia;<\/li>\n<li>i controlli effettuati sui pacchi destinati ai detenuti;<\/li>\n<li>l&#8217;eventuale impiego di detenuti nelle attivit\u00e0 interne del carcere;<\/li>\n<li>l&#8217;indicazione dei fornitori di generi alimentari o altro ammessi all&#8217;interno dell&#8217;istituto;<\/li>\n<li>le garanzie esistenti sul divieto di possesso di denaro da parte dei detenuti;<\/li>\n<li>quante e quali ispezioni venivano effettuate giornalmente alle inferriate e ai locali di uso comune. Veniva anche richiesto se l&#8217;orario e il risultato di tali ispezioni veniva annotato in apposito registro;<\/li>\n<li>le carenze strutturali, che potevano essere superate con interventi in economia, per poter conseguire la sicurezza auspicata.<\/li>\n<\/ul>\n<p>L&#8217;individuazione delle carceri destinate a diventare di <span style=\"font-family: Liberation Serif,serif;\">\u00ab<\/span>massima sicurezza<span style=\"font-family: Liberation Serif,serif;\">\u00bb <\/span>fu affidata allo stesso Dalla Chiesa che in pochi mesi visit\u00f2 vari penitenziari della penisola; naturalmente tutto ci\u00f2 era avvolto dal segreto, solo ad operazioni ultimate si ebbe notizia di quali carceri erano diventate di <span style=\"font-family: Liberation Serif,serif;\">\u00ab<\/span>massima sicurezza<span style=\"font-family: Liberation Serif,serif;\">\u00bb<\/span>.<\/p>\n<p>A met\u00e0 luglio furono predisposti cinque istituti che, preventivamente sfollati dei vecchi detenuti destinati ad altre sedi, dovevano ospitare i soggetti ritenuti pericolosi. Riguardo all&#8217;individuazione dei detenuti da destinare ai <span style=\"font-family: Liberation Serif,serif;\">\u00ab<\/span>carceri speciali<span style=\"font-family: Liberation Serif,serif;\">\u00bb<\/span>, fu scontato il trasferimento dei detenuti politici, ovvero di coloro che erano stati accusati o condannati per reati di eversione e terrorismo. Inoltre, l&#8217;Amministrazione Penitenziaria invit\u00f2 i direttori degli istituti penitenziari a trasmettere un elenco dei detenuti comuni ritenuti particolarmente pericolosi, ovvero coloro che erano stati coinvolti in specifici episodi violenti (evasioni, sequestri o violenze ai danni di agenti di custodia, rivolte e proteste particolarmente violente).&#8221;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.altrodiritto.unifi.it\/ricerche\/misure\/calderon\/cap2.htm\" target=\"_blank\">Maria Rosaria Calderone, <em>L&#8217;articolo 41 bis Ord. pen. e altri regimi particolari di detenzione<\/em> &#8211; L&#8217;AltroDiritto 2005<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Decreto ministeriale 450 &#8211; 12 maggio 1977 Con un semplice decreto ministeriale, il n. 450 del 12 maggio 1977, vengono istituite le carceri speciali per rispondere alle lotte che si erano sviluppate e continuavano a svilupparsi nel circuito carcerario e per cercare di ostacolare i livelli di aggregazione in continua crescita, nonch\u00e9 per tentare di &hellip; <a href=\"https:\/\/www.archiviomoroni.it\/cope\/1977\/05\/12\/istituzione-delle-carceri-speciali-circuito-dei-camosci\/\" class=\"more-link\">Continua a leggere <span class=\"screen-reader-text\">[1977] Istituzione dei carceri speciali. 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