Il maschio di Volterra
Ah me ne stavo mesto a lavorare
rinchiuso dentro il maschio di Volterra;
un secondin mi venne a salutare
con lieto volto la mano mi serra
e mi dice: «Allegro, grazia faranno a te
tutti i giornali parlano, combattano per te».
Grazia l' accetterò se mi daranno
coi miei diritti di buon cittadino,
sono innocente e l'è già ventun anno
non vo' morir col marchio d'assassino.
Sette innocenti ci voller condannar,
ma i nostri patimenti, chi li compenserà?
Non ebbi l'amicizia di un Labori
e il mio processo non lo vide Zola
dovrò subire sì pene offese e rancori
e dalla rabbia mordo coperte e lenzuola
nel ripensar quanto dovrò soffrir
a tormentar mi sento l'anima lo stesso si morir.
In queste quattro mura sì
malidette
la meglio gioventù io l'ho qui passata
si portano l'offese a noi dirette
nel pronunciarci la galera a vita
mondo crudele che hai dato luce a me
son vittima di agenti di rinnegata fe'.
Vola pensiero mio sera e mattina
là nei dintorni di Borgo la Croce
via dei Pilastri e via Ghibellina
qua in borgo Allegri e piazza Santa Croce
mondo crudele che desti luce a me
sono vittima di agenti di rinnegata fe'.
L'hanno riconosciuta la mia innocenza
or che lo vedi il mio capello è grigio
viva l'adorno cavalier di scienza
che mi convertirono il bianco con il bigio
sette innocenti ci voller qui serrar
ma i nostri patimenti chi li compenserà.
Di quell'infame Alessi io mi rammento
e di tutti gli altri falsi testimoni
sento nell'aria un gelid'e un lamento
che mi sembra pervaso dai demoni.
Stride il Maocci che rantolando va
e gli dico: «Sei dannato per la tua falsità».
E addio compagni, viva la libertà
e questo l'è il Batacchi che non vi scorderà.
Addio compagni, viva la libertà
un saluto dal Batacchi: vi saluta e se ne va.
Anonimo primi '900
"Il maschio di Volterra" ("maschio" ha qui il significato di "fortezza inespugnabile", è un canto di provenienza fiorentina. Tra i più noti canti di galera dell'intera tradizione italiana, è stato raccolto in numerose versioni a partire del 1962.
Il canto racconta un fatto realmente accaduto, e i personaggi che vi compaiono sono autentici. "Il 18 novembre 1877 [in realtà 1878, ndr] viene lanciata una bomba in via Nazionale, a Firenze, e viene subito accusato l'anarchico internazionalista Cesare Batacchi.
Il processo si svolge l'anno successivo a Firenze con grande apparato propagandistico anche perché la bomba di via Nazionale, che fa quattro vittime, scoppia nel bel mezzo delle manifestazioni di euforia per lo scampato attentato, a Napoli, di Umberto I ad opera dell'anarchico Giovanni Passannante. Assieme a Batacchi, condannato all'ergastolo, altri sei imputati vengono condannati a vent'anni di prigione.
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