Al libro, all'aratro, al martello (canto dei confinati)

Al libro all'aratro al martello
la borghesia tiranna ci strappò
manette ai polsi a bordo d'un battello
su un'isola lontan ci relegò

Ed or sereni siam sulla scogliera
saldi nell'animo e con la fronte altera
tessere si dovrà
solo un vessillo ed una volontà
coatti per un'idea
siam cavalieri dell'umanità

Siam malfattori e rei di aver bandito
il motto dell lavoro e dell'amor
il nostro motto è unn programma ardito
e a ognuno il frutto del proprio lavor

Ed ora e sempre, su, santa canaglia
combatteremo questa aspra battaglia
tessere si dovrà
solo un vessillo ed una volontà
coatti per un'idea
siam cavalieri dell'umanità

E quando all'alba dell'atteso giorno
la bianca vela l'onda salperà
daremo ai cari il bacio di ritorno
e nell'amplesso il cuor sussulterà

Ed ora e sempre, su, santa canaglia
combatteremo questa aspra battaglia
tessere si dovrà
solo un vessillo ed una volontà
coatti per un'idea
siam cavalieri dell'umanità.

Questo canto nato fra i confinati politici alla fine degli anni '20 è stato comunicato da Lina Antonelli di Livorno che a sua volta l'ha imparato dal padre Virgilio il quale era solito cantarlo ricordando i tempi del confino durante il fascismo


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